Idee di una cultura interiorizzata

critica di Conconi Fedrigolli

Liliana Rossini nasce a Bagnolo Mella (BS) nel 1958.

Il suo potenziale espressivo risiede, fondamentalmente nell’immaginario individuale, dove si agitano e prendono forme le idee di una cultura interiorizzata.

Il suo percorso progettuale ci comunica non solo una dimensione del piacere estetico, ma una dimensione psicologica, poiche’ il colore e la sua plasticita’ esercita un flusso diretto nell’anima : “il colore e’ il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima e’ il pianoforte delle molte corde. L’artista e’ la mano che, toccando questo o quel tasto, mette preordinatamente l’anima umana in vibrazione “. (Kandinsky).

Rossini passa quindi a esplorare con occhio attento il mondo degli animali di grandi dimensioni, leoni , rinoceronti, pantere, per citare qualche esempio, in cui sempre di piu’ si avvicina auna tecnica materica, pastosa, corposa e di notevole potenza tattile, eleggendo la spatola quale elemento espressivo privilegiato per interfacciarsi con le sue creazioni.

Approfondisce quindi la ritrattistica, gia’ sperimentata a livello inconscio durante l’adolescenza, indagando nel profondo la psiche umana a tal punto che lentamente le immagini perdono la loro connotazione figurativa per diventare piu’ astratte, lasciando spazio al predominio della cromia pittorica della materia.

Cosi’ recentemente liliana Rossini scrive : “ Amo la matericita’, amo i colori. Sono espressionista ora. Tutto avviene senza ragionamenti ora. E’ un attimo esserci, e’ un attimo non esserci. Ma quando cisei, gestisci il colore con maestria, con trasporto, con assenza corporale, grande piacere nella sofferenza di annullare il proprio io. Superare se stessi “.