L’arte è un atto del comunicare mediante un particolare alfabeto

critica di Claudio Biondani

L’arte è un atto del comunicare mediante un particolare alfabeto che è quello delle emozioni, dei sentimenti, del nostro inconscio “parlante”. Il suo potenziale espressivo risiede, fondamentalmente, nell’immaginario individuale, dove si agitano e prendono forme le idee di una cultura interiorizzata. Una cultura non necessariamente consolatoria o di ornamento al lavoro quotidiano, ma uno stile di visione e di importanza del proprio modo di essere, del modo di valorizzare, forse di utilizzare diversamente le scelte del relazionarsi e la ricerca delle immagini che parlano alla nostra sfera affettiva come reale centro di gravità per mostrare il senso profondo della vita. l’arte della pittrice Liliana Rossini si caratterizza proprio così come un proiettare negli animali (domestici o feroci) nei paesaggi (nelle diverse stagioni dell’anno) un utilizzo diverso del nostro modo di percepire la realtà, mostrandoci una esteriorità che sembra volerci distrarre mentre, invece, sollecita la nostra curiosità e queste immagini, provocando silenziosi dialoghi con il sopito inconscio, ci aprono un mondo di espressività simboliche: la bellezza delle forme e dei colori della Natura come linguaggio che lega il passato con il presente.

L’artista Liliana Rossini è capace di saper cogliere, nel “vedere realistico”, le immagini nascoste che ci parlano dell’inconscio, della memoria, dell’esistenza, della sfida contro il mutevole, contro ogni oscuramento del “bello”. Questo percorso progettuale ci comunica non solo una dimensione del piacere estetico, ma una dimensione psicologica, poiché il colore e la sua plasticità esercita un flusso diretto sull’anima: “il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è il pianoforte delle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, mette preordinatamente l’anima umana in vibrazione”. (Kandinsky)

L’artista Liliana Rossini sembra realizzare questo straordinario obiettivo: l’uso della spatola, per esempio, mette ulteriormente in risalto il senso di vivere delle immagini come se fossero prive di ogni popolare stereotipo descrittivo. Le immagini sono concepite come fonte incontaminata della bellezza e della forza vitale: i vivissimi contrasti cromatici sono la tavolozza degli oggettivi che eliminano la distinzione tra ciò che è animato vs ciò che non è animato.

Il suo sentire le “cose” dell’arte rivela un gusto personalissimo poiché attraverso lo spazio pittorico si rende tangibile non solo l’idea di bellezza, ma il senso di libertà che tale idea manifesta.

In questa ricerca delle positività: la notte è sempre l’alba, l’angoscia è solo una metafora dell’esistenza.

Claudio Biondani