Le opere della pittrice Liliana Rossini mostrano la vibrante sensibilità della pittrice, movendosi negli spazi della sua riservata femminilità, che Sto arrivando! condurre la sua creatività lungo sentieri di non facile lettura, dove raggiunge esiti artistici di pregevole valore.
Le sue tele, ad un primo approcciarsi, si possono iscrivere alla corrente espressionista, se per tale si intenda l’esaltazione del sentire, rispetto alla forma, liquidando, conseguentemente, come superflua ogni definizione, tendente a definire gli stili.
Il percorso creativo seguito dalla pittrice, seguendo l’energica spinta ad esprimere la forza del suo sentire, assorbe in sé la dinamica della percezione dell’immagine-stimolo, fino a condurla alla sua forma, in cui si protende la carica del proprio sentire. È chiaro che le prime fasi dell’ispirazione, dall’immagine-stimolo alla riflessione, si svolgano negli spazi della conoscenza subliminale, riflessa nella conoscenza razionale, mentre adatta la soggettività del sentire all’oggettività della forma, con cui comunicare l’energia sensibile del proprio essere, proponendosi all’attenzione del publico.
Questo percorso, che dovrebbe rimanere chiuso nei segreti labirinti dell’anima, viene, invece, preziosamente esposto e chiarito, mentre l’immagine/stimolo prende forma, trovando nella ricca gamma di colori e nella semioscurità delle ombre la traccia di quel prezioso cammino, rendendo la visione dei quadri un’esperienza singolare nella sua eccellenza.
Tutto ciò, senza ledere, in alcun modo, la delicata sinuosità così della sua femminilità come delle sue espressioni, che trovano nella ricchezza dei colori la rivelazione del sentimento, mentre la loro dimensione materica, ne adombra le esitazioni espressive.
Gli animali prediletti, cavalli e leoni, nelle loro posture, rammentano l’arte di arcaici graffiti, indicano l’amore vivace per la libertà sia d’espressione, sia di giudizio.
I volti umani, privati della luce degli sguardi rivelano una riservatezza interiore, ai limiti della timidezza, modulata fin quasi a negare i propri sentimenti, nel timore possano venire disconosciuti, quando non male interpretati: considerazioni di esclusivo patrimonio della propria intimità, come il più prezioso dono di una femminilità intensamente e spiritualmente vissuta.
Mino Rossi